La chiesa di Sant’Irene a Lecce
La bellissima città di Lecce, oltre ad essere una delle capitali indiscusse del barocco, è anche una città molto conosciuta per le tante chiese che ci sono sul suo territorio e, in particolar modo, nel suo centro storico. Una delle più belle, recentemente restaurata, è la Chiesa di Sant’Irene dei Teatini.
La chiesa, come si capisce, è intitolata a Sant’Irene che, tra l’altro, fu la patrona della città sino al 1656. La chiesa, in stile naturalmente barocco, è stata teatro di importanti accadimenti storici, dato che nel 1590 fu visitata da Andrea Avellino che poi venne nominato santo, nel 1797 fu visitata da Ferdinando IV di Borbone e nel 1860 fu scelta come sede per le operazioni di voto per decidere il sì di Lecce per entrare nel Regno d’Italia.
Si intuisce, quindi, che si tratta di una chiesa di nevralgica importanza per la storia della città e non solo. Per quel che concerne l’architettura della chiesa, si può partire ad analizzare la facciata dicendo che è composta da due piani sovrapposti e che la parte inferiore è ulteriormente divisa in cinque spazi grazie a dei gruppi di lesene sovrapposte che diventano via via più sporgenti.
A lato si trovano delle nicchie vuote, mentre nello spazio centrale, come di consuetudine, c’è il portone, sormontato da una statua della Santa fatta da Mauro Manieri. Sulla facciata principale è presente un’iscrizione dedicata alla Santa Irene Virgini et Martiri.
Per quel che riguarda, invece, lo spazio interno della chiesa dedicata alla santa, si può dire che è a croce latina con una sola navata. Per ogni lato ha delle profonde cappelle ellittiche, tre per la precisione, comunicanti tra loro e con delle splendide volte illuminate tramite piccole finestrelle.
La prima cappella sulla destra è dedicata a San Carlo Borromeo, il secondo altare è in memoria di San Michele arcangelo, mentre la terza cappella ospita un altare del ’700 con una tela di Luigi Scorrano ed è per le anime del Purgatorio. L’altare maggiore della chiesa, ossia quello della Croce, venne modificato nel 1753 e ospita il dipinto del Tiso chiamato Il Trasporto dell’Arca Santa. Dall’altro braccio troviamo l’altare dell’Angelo Custode, quello dedicato a san Gaetano di Thiene e l’altare rococò dedicato a Sant’Andrea Avellino. Dalla parte sinistra dell’altare della Croce, invece, troviamo l’altare di Sant’Oronzo, protettore di Lecce, che venne costruito verso la metà del Seicento ad opera dello Zimbalo. C’è accanto l’altare dedicato alla santa che ospita una tela dipinta che rappresenta Irene con altri 9 santi e lo stemma civico di Lecce. Accanto c’è anche l’altare della Sacra Famiglia.
